Un ospite imprevisto

Ghiandaie di città.
ghiandaia

la foto arriva da qui

Nei giorni scorsi mi era sembrato si udire un richiamo particolare, che però non riuscivo a collocare nella memoria. Stamattina tutto si è rivelato: complici l’assenza nostra e dei vicini, tre ghiandaie si accapigliavano sui rami di un ciliegio. Che ci fate da queste parti, creature dei boschi e della bassa montagna? Qualcuno vi ha cacciato da casa vostra o siete venute in pianura a vedere che succede?
Comunque sia, benvenute, spero vi troviate bene (e attente al fantomatico Gatto Lulullu!)

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Il vento che gira

Un film per la serata DVD di ieri: "Il vento fa il suo giro". Trama in due righe: un pastore francese si insedia in un paesino delle valli cuneesi. Dopo una prima accoglienza incoraggiante, sarà costretto ad andarsene dagli stessi abitanti che lo avevano accolto con simpatia e curiosità.
Amaro, tenero, umano. Le debolezze, gli egoismi, le contraddizioni di una comunità di fronte a chi cerca di inserirsi in essa, arrivando "da fuori."

Vedere e capire i propri difetti e debolezze potrebbe essere il primo passo per superarle, viene da pensare alla fine della proiezione. Se si vuole in qualche modo sopravvivere, fare sì che, dopo gli individui, resti qualcosa che si chiama comunità, civiltà, cultura.

Il film può essere un po’ pesante, ma la colonna sonora è splendida.

Mario Rigoni Stern

Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell’Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciato­ri. E sotto quella neve vivono i miei ricordi.

La montagna, le guerre, la neve. I ricordi. Mario Rigoni Stern è uscito dalla stanza ed ha chiuso dietro di sè la porta di casa. Mi piace pensarlo in giro per il suo Altopiano, oppure più in là, sui monti dell’Albania o in riva al Don. A noi resta il compito immenso di non dimenticare.

  “Les morts, ne meurent pas à l’heure qu’ils descendent dans la terre, mais à mesure qu’ils descendent dans l’oubli, et l’oubli seul rend la séparation irréparable.”

Il Mugnaio Urlante

copt14Il mugnaio urlante

di Arto Paasilinna

Ed, Guanda

Che succede in un piccolo vollaggio finlandese quando dal nulla sbuca un ragazzone grande e grosso che rimette in funzione un vecchio mulino? e se questo tipo ha l’abitudine di ululare nella notte? Niente di meglio che spedirlo in manicomio.

Ancora all’opera l’ironia di Paasilinna, che in un romanzo spassoso e triste punta il dito su ipocrisie e contraddizioni delle bucoliche società del Nord. Un inno alla libertà, al di là di ogni conformismo.

Arto Paasilinna

Ribelli, sognatori e fuggitivi

Ribelli, sognatori e fuggitivi

di Osvaldo Soriano

Una rassegna di "personaggi" e di caratteri da parte di uno dei migliori scrittori sudamericani. Si passa impercettibilmente dalla cronaca spicciola del mitico Don Salvatore a eventi più "alti", come l’incontro con Fidel Castro o Gabriel Garcia Marquez. Per non parlare dei commenti sportivi (vi ricordate una certa nazionale con Altobelli e Scirea, e la figuraccia rimediata nel ’86 contro la Francia?) e le parentesi politiche, forse le meno riuscite. Ritratti precisi e profondi, rivestiti da una nota di malinconia per i destini per l’appunto fuggitivi. Da leggersi con calma, senza perdere la tenerezza.   

Alla ricerca delle origini

Lo sapete meglio di me, la ricerca delle origini è un tema che sempre ha stuzzicato la curiosità degli uomini: è nato prima l’uovo o la gallina? chi ha scoperto veramente l’America? chi ha inventato il telefono?

Oltre al chi, in questo post aggiungiamo anche il dove. Ovvero: dove sono avvenute le prime discese con gli sci (oopss.. gli ski) sulle Alpi Occidentali? Bardonecchia, Pian della Mussa o Giaveno?

Domanda e questione dibattuta da molti, a cui lasciamo l’onore e l’onere del campo e della tenzone. Qui ci limitiamo a riproporre due foto scattate all’incirca un mese fa, scendendo dall’Aquila di Giaveno. Lo sguardo attento di Stefano ha colto la lapide, e la macchina di Cristina ha immortalato l’evento: l’incontro tra la targa commemorativa dell’antenato skiatore Adolfo Kind  e dei suoi (in)degni discendenti ed emuli, tenuti a bada da belva feroce.

Photos: courtesy of Cristina Bertodatto

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La montagna a mani nude

LA MONTAGNA A MANI NUDE

Di René Desmaison

Ed. Dall’Oglio

 

La montagna come è stata negli anni ’50 e ’60, raccontata da uno dei protagonisti. Desmaison ci accompagna attraverso le sue scalate prestigiose: il Dru, le Jorasses, l’Olan, la Cima Ovest di Lavaredo, lo Jannu. Si parla di strapiombi, arrampicata in artificiale, staffe e chiodi: un mondo che adesso può sembrare lontano, un alpinismo forse superato dalle spallate di Messner, di Motti, del Nuovo Mattino, delle gare di arrampicata e della corsa gli ottomila ed agli sponsor. Vista adesso, da fuori, può sembrare un’esperienza conclusa. Eppure, così era, e così è stato. Ed è bello ritornare indietro accompagnati da uno che ha vissuto e voluto quel modo di essere, e ci fa incontrare altri suoi pari. Jean Couzy, Walter Bonatti, Don Whillans, Chris Bonington. Ed una figura emerge tra tutte: Gary Hemmings, scalatore turbolento, esuberante, eccessivo, dal destino tragicamente assurdo.

Mi sbaglierò, ma è a lui che sembra siano dedicate le pagine di questo libro potente e volitivo.

Immagine di copertina della edizione CDA Vivalda

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