Montagne e manette

manetteDopo le vicende dello scorso fine settimana il Governo sta studiando un emendamento di legge per punire coloro che in montagna produrranno slavine o si recherannno in luoghi a rischio (?) quando sarà segnalata una situazione di pericolo (??). Sono rimasto perplesso: veramente vogliamo ridurre la libertà individuale ad uno slalom tra regolamenti, bollettini, pattugliamenti, elucubrazioni e consulenze su cosa è oggettivamente pericoloso? Vogliamo rinunciare al sano utilizzo della ragione e dei frutti dell’esperienza?
Quanti di quegli incidenti sono stati causati da un umano errore di valutazione? Il 10%, il 50%, il 99%?
E allora? Abbiamo veramente bisogno sempre e comunque di un qualcuno che ci imponga divieti perché altrimenti noi non sapremmo giudicare?
Libertà di scelta, possibilità di errore.
Nella mia perplessità non sono rimasto da solo. Il CAI ha emanato un
comunicato stampa in cui ribadisce la necessità di un’opera di formazione ed informazione, al di là delle sanzioni e della repressione, e ha definito inaccettabile la norma allo studio di solerti parlamentari. Sono d’accordo, in pieno. Abbiamo bisogno di altre leggi, altri regolamenti. Lasciateci la montagna, quell’immenso spazio di libertà a cui tende la nostra anima (e qui cito liberamente dalle parole dell’amico Beppe).

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La marmotta della Candelora

dj-groundhogMe ne sono accorto solo oggi, ma ieri era la Candelora o, se preferite, il giorno della marmotta o, se vi piace di più, la festa di Imbolc.
La marmotta americana (Groundhog) ieri ha tirato fuori la testa dalla tana, e cosa ha visto? Dipende… se fosse stata a Cesana avrebbe visto un bel sole! Bene, avrebbe allora pensato, l’inverno sta finendo.

Arriva, arriva.

FREDDOI primi segnali sono arrivati dal cinguettio degli uccelli sulle piante nel giardino: il pettirosso che arrabbiatissimo delimita il territorio, le cince che si dedicano alle acrobazie tra i rami dell’acero rosso, i luì che arrivano come sempre inattesi, all’ultimo momento.
Tra sabato e domenica le cimici hanno cambiato colore, dal verde al marrone, mentre mosche e mosconi si affacciavano alle zanzariere. Domenica sera un ragno ha fatto un percorso trionfale dal balcone al soggiorno (non è andato molto oltre, riposi in pace…).
Tutti segni premonitori… infine, stamattina, è arrivato. Il freddo di ottobre, l’aria frizzante che lucida le stelle e tinge l’aurora di tinte vermiglie, dietro a Superga.
Probabilmente altri lo accoglieranno con minor poesia (penso ai pastori amici di
Marzia e a tutti coloro che lavorano all’aperto, magari in montagna..). Certo è che non siamo ancora ai livelli della foto, ma ottobre sta prendendo piede.

La foto è di Pawel Czapiewski

A spasso sul vulcano

Nelle ultime settimane sono stato spesso dalle parti del Monginevro per lavoro. Ogni tanto, nel nostro mestiere, capita di avere un po’ di tempo libero. Ed allora quale migliore occasione per approfittare della bella giornata autunnale e fare due passi (ma proprio due…) e guardarsi attorno. Così sono andato a curiosare dalle parti del confine tra Italia e Francia. Ho scoperto le sorgenti della Durance, un campo di esercitazioni per le artiglieria (con tanto di crateri), una vista superba sullo Chaberton (Le Chaberton tire toujours, trasmettevano gli osservatori francesi mentre gli Schneider facevano a pezzi l’orgoglio della Piazza Militare di Cesana).
DSCN8235La vera sorpresa è stato il sentiero geologico che porta in cima a Les Chenaillet, una gobba di roccia sospesa tra Claviere e Mont-Genevre. Una gobba particolare, costituita da rocce vulcaniche
solidificate in fondo ad un oceano in forma particolare (basalti a cuscino).

Acqua, aria, terra e fuoco si sono incontrati per regalarci un paesaggio particolare; milioni di anni dopo i cugini francesi hanno piazzato cartelli e pannelli indicatori per farci capire la particolare natura di questo luogo.

Nota di costume: mentre a Cesana sembra di stare in una città morta (per non parlare di Claviere) a Mont-Genevre e Briancon lo stesso giorno c’erano almeno 300 persone che salivano a vedere questi posti.  

Ghiaccio d'estate

copj13.aspSentieri nel ghiaccio
di Werner Herzog

Iniziamo la stagione segnalando un libretto agile e veloce, che si legge in un attimo: il diario di viaggio di Werner Herzog, che nel dicembre del 1974 parte a piedi da Monaco per andare a Parigi a trovare una cara amica gravemente ammalata. Viaggio che è voto, espiazione, solenne promessa. Lo stile è quello degli appunti presi sul momento, con una prosa frammentata e – a tratti – sospesa tra la descrizione della realtà e l’evocazione di sogni/desideri.  Lande desolate battute dal vento e dalla neve, una natura grigia e poco appariscente, uomini come ombre, caratteri, quasi mostri: nessuna concessione al viaggio di piacere, ma dolore, affanno e la scoperta continua del proprio limite "umanità". Da leggere per avvicinare l’umanità del procedere a piedi nel mondo. 

Un pomeriggio da orsi

L’occasione è ghiotta: finestra di bel tempo e un pomeriggio da impegnare. 
Da Torino in un’oretta al Forte delle Valli, ai bordi di Prà Catinat. Seguendo il GTA si arriva fino al Colle dell’Orsiera, a picco tra Val Chisone e Val di Susa. Il vento tiene compagnia ai trinceramenti del Colle. Qui, fino al 1713, era terra di confine tra Delfinato e Ducato di Savoia. Il Monte Orsiera è ad un tiro di pietra, perché non salirci sopra? E, una volta lì, perché non scendere  verso il lago Ciardonet (per metà ancora invaso dalla neve), e proseguire per il sentiero in quota che dalle grange Ciardonet torna a Saret del Campo? Ancora un piccolo sforzo e riecco il Forte delle Valli.
Un pomeriggio da orsi, una splendida boucle in luoghi magnifici e poco frequentati.

Orsiera Monte Orsiera (punta Sud) e Monviso

Qualche immagine della gita.