Una lunga striscia di vernice

300px-J_accuseIl compare di blog Luca Visentini pubblica su intraisass un post di fuoco sulla mania di un qualche personaggio di segnalare in modo eccessivo  le vie di salita alpinistiche sulle Dolomiti Orientali. Leggete e capirete il perché dell’immagine di  questo post. Aggiungo che mi trova perfettamente d’accordo nella sua perorazione.

Volendo estendere il discorso ai sentieri, a mio avviso una giusta e sensata serie di segnali è sicuramente di aiuto e conforto nel tracciare "la retta via": l’eccesso, anche in questo caso, conduce ad una banalizzazione dei percorsi ed alla perdita del senso del territorio che, secondo me, è irrinunciabile quando ci si muove nella natura. Saper leggere un versante, un bosco, una montagna, capire dove si potrebbe passare e scoprire che l’esile traccia di un vecchio sentiero stava "proprio lì".  Ragionare sulla carta, sull’esperienza, sull’istinto. Tante volte mi sono sbagliato ed ho dovuto tornare sui miei passi. Quasi sempre per eccesso di velocità e superficialità nella lettura del terreno. Detto questo, npn voglio spronarvi a seguire l’esempio del carissimo Franco Michieli,  camminatore/alpinista rigorosamente senza carta, bussola o GPS; semplicemente, mi piace ricordare che ho scoperto e camminato con maggior intensità quando il percorso era incerto e vago, piuttosto che quando il sentiero era delimitato ad ogni passo da paletti, cartelli e segnavia. Ben venga, e non penso di contraddirmi, l’opera di chi si dedica a rintracciare, catalogare e ripristinare antichi sentieri e percorsi: solo conoscendoli, e ripercorrendoli, potremo mantenere aperto il contatto con il nostro essere "naturali". 

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2 commenti su “Una lunga striscia di vernice

  1. serpillo ha detto:

    Ma quanta voglia e tempo ha a disposizione questo tizio per imbrattare i monti?
    Scherzi a parte, e’ bene dare la giusta importanza alla segnaletica che non deve risultare eccessiva e di diversi simboli ed al recupero di sentieri storici ormai persi: in fondo non si e’ a Las Vegas ma in natura.  Ed almeno li’ si spera di non essere "consumatori"!
    Leggo anche io gli articoli di Franco Michieli e mi piace il suo modo di essere e di girovagare nella natura per il mondo.

    Serpillo

  2. anonimo ha detto:

    Hai scritto un post importante che meriterebbe sicuramente qualche approfondimento…
    La segnaletica in montagna ha diverse valenze, non solo prettamente a favore dell’orientamento.
    Sovente in queste tematiche si omette di fare una distinzione molto importante tra i frequentatori della montagna: quella cioè tra escursionisti non abituali e tra coloro che invece la conoscono approfonditamente (anche in relazione al proprio bagaglio di conoscenze tecniche) E questa distinzione non è poca cosa.

    Proverò a coinvolgere altre persone che non frequentano abitualmente i blog. Vediamo se esce qualcosa di carino su cui riflettere…

    Beppeley

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