Pedalata al Pramand

PramandSalbertrand, Pramand, Seguret: se avete voglia, fiato e gambe è una pedalata in mountain bike che fa scoprire un angolo di cielo a picco sulla Valle di Susa. Qualche settimana fa ho caricato la bici sul Doblò Cargo Maxi e, piazzati ed avviati i fidati campionatori, mi sono regalato una mattinata di fatica e sudore. Dico così perché io e la MTB abbiamo tempi di sopportazione abbastanza limitati: dopo due ore mi viene da prenderla a calci o scaraventarla in un dirupo.
In questo lasso di tempo, però, si fanno delle scoperte emozionanti, e quindi, dopo un po’ di diffidenza reciproca, ricomincia il tira e molla.
Partito dal bivio di Eclause, a Moncellier (dopo neanche tre chilometri di strada asfaltata) ero già stremato: troppa fretta e troppo ardore. Ragionato con i bollenti spiriti, ho trovato la giusta combinazione di velocità e spinta e pian piano ho snocciolato i chilometri di strada sterrata che portano al forte Pramand. Si passa in mezzo a boschi foltissimi, sotto a guglie e dirupi calcarei che ricordano le Dolomiti,  per arrivare al colletto Pramand. Da lì al forte ancora dieci minuti di salita, ma la vista dalla calotta sommitale vale la gita. Di fronte lo Chaberton, in lontanza il Pic de Rochebrune ed i ghiacciai del Delfinato, d’infilata tutta la costiera dal Sestriere all’Assietta-Gran Serin. Aggiungiamo una giornata di settembre stupenda e potremo dimenticare la fatica fatta (lo so che di lì si prosegue fino allo Jafferau e Rochemolles, ma non è che posso stare in giro tutto il giorno – soprattutto in groppa ad una sella di bici!).
Se volete saperne di più sulle strade militari del Piemonte, troverete in questo sito una miniera di informazioni.

 

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2 commenti su “Pedalata al Pramand

  1. serpillo ha detto:

    Da una prima occhiata veloce la foto pareva di una scalinata del Forte di Fenestrelle.
    Belle foto, peccato lo stato di abbandono.
    Allora aspettiamo un tuo post di una prossima pedalata?  😉

    Serpillo

  2. gpcastellano ha detto:

    @serpillo: eh, sarà dura!
    Oltre lo stato di abbandono, alla distruzioen c’entrano anche gli accordi di pace del 1947 per i quali buona parte delle fortezze prossime al confine con la Francia furono distrutte. In pratica si sono salvati i forti di Exilles e Fenestrelle e tutte le opere che ricadevano nella rettifica dei confini (i forti del Moncenisio e ciò che restava dello Chaberton).

    Impressionante tutto quel cemento e acciaio e fatica e lavoro ora ridotti in macerie.

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