A domani per il pane

"Il pane di ieri"
di Enzo Bianchi
pane
Il priore di Bose ci regala un libretto di ricordi che sono flash back sul mondo contadino dal quale proviene. Storie di elementi, di prodotti della terra, di incontri, di atmosfere particolari nelle quali si ricava un rifugio per i ricordi ed un messaggio per il futuro. Dopo la frenesia dei mesi estivi e in preparazione dell’autunno il cambiare delle stagioni si tocca davvero con mano.
Attendere che si faccia domani per poter mangiare il pane di ieri diventa un modo per rileggere il proprio passato e le proprie radici allo scopo di  indirizzare il susseguirsi delle giornate, anche se queste saranno necessariamente limitate e definite da "Sorella Morte".

Annunci

6 commenti su “A domani per il pane

  1. Beppeley ha detto:

    Quel libro deve essere bellissimo. E ‘ tra quelli che non mancheranno di essere divorati, se Dio vorrà.
    Ho appena ordinato il libro di Barbara Spinelli, da poco uscito, che si chiama "Una parola ha detto Dio, due ne ho udite". Un’ampia riflessione sul pensiero unico (e in montagna quanto se ne vede…, ne ho parlato in questo post).

    Comunque mi è arrivato il messaggino dalla libreria Millenium che la Spinelli è arrivata…

  2. gpcastellano ha detto:

    @beppeley: benissimo, buona lettura… ho dimenticato titolo ed autore del libriccino che leggevi quando ci siamo incontrati a chiampernotto: non è che me lo indichi qui? Così mel o segno e lometto assieme alle millanta cose da fare nei prossimi cento anni!

  3. serpillo ha detto:

    Anche il pane, al giorno d’oggi, ha cambiato significato…
    il pane ora viene prodotto tutti i giorni su larga scala e con mille forme, ma la sera e’ gia’ immangiabile e capita pure di vederlo nell’immondizia…
    Fare il pane, una volta, era anche un rito ed un costo non indifferente.

    Serpillo

  4. gpcastellano ha detto:

    @serpillo: hai ragioen, in pane (ed il cibo) ha perso il suo significato simbolico che bene viene raccontato nel libro di Bianchi. Nel turbine di sprechi in cui viviamo mi sanguina il cuore vedere buttato il pane vecchio, più che altri alimenti avariati. Per un’amica vietnamita è lo stesso per il riso, e per gli amici egiziiani e tunsiino lo è per il cous cous. Ogni cultura ha il suo alimento fondamentale, il cui spreco è un’offesa all’uomo (ancor più ed ancor prima che alla divinità, comunque si chiami).

  5. Beppeley ha detto:

    @gpcastellano: eccoti il nome del libro che hai visto a Chiampernotto:

    Luce Irigaray
    CONDIVIDERE IL MONDO
    Bollati Boringhieri

    Buona lettura!

  6. gpcastellano ha detto:

    @beppeley: grazie!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...