Dell'orgoglio, della rabbia e di altri demoni*- parte 4 di 4

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*titolo prestato da Gabriel Garcia Marquez e Oriana Fallaci


Arriviamo all’auto, muti come fantasmi. Unico rumore la fontana della piazza. Ci cambiamo in silenzio, nessuna battuta, nessuna parola. Ci sono rabbie che covano, sono state dette parole pesanti che hanno lasciato ferite e lividi difficili da assorbire. Didier sbatte la portiera con più forza del dovuto, Chantal lo fulmina con uno sguardo furibondo. Lo so cosa pensa. Che se ci fossimo stati soltanto lei ed io, oggi, saremmo sicuramente arrivati in cima. Ed ora saremmo smarriti sulla via di discesa, intenti a cercare un riparo per la notte. Forse è stato meglio così. Ma se ora parlassi rischierei la vita. Didier ha voluto venire a tutti i costi, ed ora sconta la furia di Chantal. Peggio per lui, davanti allo tsunami ognuno nuoti come può.. Finalmente siamo in città, al parcheggio che è il solito punto di ritrovo mattutino. Il salutarsi è un riflesso della buona educazione ricevuta in passato. Null’altro. Nessun arrivederci, nessun proponimento di nuove gite e nuovi incontri. Quando arrivo a casa telefono a Chantal per spiegare, per capire. Ricevo un secco invito a scomparire dalla sua vita. E’ finito qualcosa che forse non era mai iniziato. Voglio solo dormire e svegliarmi domani, per ricominciare a vivere e seguire altri demoni. Abbiamo lanciato una sfida infernale ed abbiamo perso. Se non tutto, sicuramente molto.

 

Si può spiegare ad una bimba di sette anni cosa sono i demoni che ci spingono, ci blandiscono, ci costringono a mentire, simulare, ingannare? Ci obbligano a prendere zaini, corde, piccozze, per lasciarli cadere a terra la sera della domenica, stanchi morti, promettendo che è l’ultima volta e già sapendo di mentire a noi stessi, perché la settimana successiva saremo nuovamente in cerca di montagne e di avventure?

I demoni….

La piccola Beatrice non conosce l’orgoglio che nasconde i nostri limiti e ci fa correre rischi insensati per raggiungere i nostri obiettivi, scelti avventatamente e senza criterio.

Non ha idea della rabbia che esplode nel vedere i nostri sforzi penosi vanificati dalla pochezza dei nostri mezzi.

Vogliamo parlarle della bramosia che ci induce a pretendere sempre di più da una situazione o da una persona, costringendoci a chiederle ciò che non vuole o non può darci? Non immagina ancora cos’è la perdita di controllo nei momenti di debolezza, l’ansia di cui vorremmo liberarci.

E poi l’amore, quel demone trasformista che ci rivolta come un guanto. Enorme inganno che ci fa credere di essere più percettivi e sensibili, quando in realtà siamo soltanto più suscettibili e deboli.

Come faccio a spiegare ad una bambina che la differenza tra inferno e paradiso sta soltanto in un appiglio che al momento giusto non si trova, oppure nel sole che tramonta sulla cresta di fronte?

 

Non sarò io a svelarti tutto questo, Beatrice. Non servirebbe. Dovrai essere tu a salire la tua Cresta del Ferro, incontro ai demoni che ti aspettano lassù. È il loro compito, quello: farti toccare il fondo dei tuoi dubbi e delle tue debolezze. Perché solo conoscendoli saprai quanto vali. Il bello dell’alpinismo, dicono. Affacciarsi oltre i propri limiti, fissare lo sguardo nel buio della paura, del pericolo e della sconfitta. Passare oltre, oppure tornar indietro. E non sapere mai se vince di più chi osa e riesce, oppure chi ha paura e cede.  Io, a questo punto, mi ritiro e taccio, come ho fatto quel giorno, quando non ho difeso Didier. Vedi, mia diletta nipotina, non ci si libera facilmente dei propri demoni.

“Nonno, tu eri il più forte di tutti”

Sorrido. Che l’incontro con i tuoi demoni non ti sia grave, Beatrice. Che tu li riconosca, lotti con loro e ne esca vittoriosa. O, per lo meno, non amareggiata.

“Beatrice, mi aiuti a spostare la sedia a rotelle? Voglio andare là, a vedere il sole che tramonta”.

 

Fine 4 di 4

 

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disegno di Samivel

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2 commenti su “Dell'orgoglio, della rabbia e di altri demoni*- parte 4 di 4

  1. serpillo ha detto:

    E si’, ognuno deve fare i conti con i propri demoni, le proprie paure… conoscerli per non soccombere ed essere, forse, una persona migliore.
    Bello il racconto.

    Serpillo

  2. anonimo ha detto:

    Complimenti Gianpaolo, davvero un gran bel racconto!!! Carla

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