Dell'orgoglio, della rabbia e di altri demoni* – parte 3 di 4

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*titolo prestato da Gabriel Garcia Marquez e Oriana Fallaci


Due pile in tre, Didier non pensava, non sapeva, non immaginava… Inizio a scendere sulla pietraia, in una direzione qualsiasi. Giusto per allontanarmi da quella cresta maledetta.

“Di qua” dice Chantal. Almeno non mi insulta più. Ma non è la sua voce. Nella sua voce c’erano gentilezza, amore, compassione. Ora solo durezza. Chantal diventa una sagoma che avanza nel buio, seguita da Didier. Io chiudo la fila, con la seconda pila cerco di illuminare la traccia di sentiero che stamani avevamo risalito baldanzosi.  Ci ritroviamo alla baita dove ci eravamo fermati a fare colazione. Didier si siede su di una pietra.

“Avanti, avanti” Chantal lo incita.

“Sono stanco”

“Avanti lo stesso”. La frenesia che mi aveva preso in cresta ora si è trasmessa a Chantal, che ci spinge a valle, a frustate di parole. Siamo nel buio più completo.

“Se scendiamo diritti nel bosco, troveremo la strada, in basso” Didier è tornato tra di noi, non vuole più essere un pacco trasportato, cerca di rendersi utile.

“Stai zitto e cammina, per oggi ci sei già bastato come peso morto. Non rompere, non discutere, seguimi e taci.” Ora Chantal è ingiusta, non ha senso trattare così Didier. Ma perché io non dico nulla e cammino in silenzio dietro a loro due? Non vedo l’ora che la discesa sia finita, che arrivi la strada, per potermi dedicare alle consuete operazioni che mettono termine ad una gita. Posare lo zaino. Aprire l’auto. Togliere gli scarponi e dire che quella è la vera soddisfazione dell’alpinismo.  Infilare calzini e maglietta asciutti, caricare gli zaini in auto e guidare verso casa.

Ecco ciò che voglio.

E dimenticare questa giornata. E la Cresta del Ferro.

 

“Questa qui è la nonna?”

“No cara, tua nonna l’ho conosciuta tanti anni dopo”.

“E allora chi è?”

“Un’amica del nonno”

“E dove abita?”

“Lontano lontano”

“Lontano dove?”

“Mah…”

 Non so davvero dove sia Chantal, adesso. Al seguito di qualche spedizione, o in qualche sperduto rifugio. Oppure a bordo del suo jet personale, acquistato dopo aver guadagnato il primo miliardo come top-manager. Da quel giorno dannato ci siamo incrociati solo due altre volte, poi le nostre strade si sono del tutto separate. Lo stesso è successo con Didier. Ho voluto dimenticarmi di lui, l’ho lasciato indietro come il relitto di un naufragio.

 

Fine 3 di 4

 

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immagine di Samivel

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