Dell'orgoglio, della rabbia e di altri demoni* parte 2 di 4

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*titolo prestato da Gabriel Garcia Marquez e Oriana Fallaci



La sfida negli occhi di Chantal è evidente. “Siamo arrivati fin qui, andiamo avanti. Non possiamo fare altro. Non dobbiamo fare altro.” Io sto zitto. Codardo.

Saliamo con furia, invasati e ciechi al sole che cala. Alle soste appena ci guardiamo, sappiamo già cosa fare. Una cordata perfetta, davvero. Didier ci segue, lo sguardo sempre più assente. La mente assorta nel suo labirinto impenetrabile di idee fisse. Ha capito tutto, ed ora si isola da un contesto che vuole rifiutare?

Non gli badiamo, non abbiamo tempo.

Il sole declina all’orizzonte, inarrestabile, inesorabile.

 

Un altro demone, Beatrice, uno dei più crudeli. Il tempo che se ne va, poco alla volta. Ed è il più terribile, perché non puoi scendere a patti con la sabbia che scorre nella clessidra. Tu vuoi ancora fare qualcosa, tu devi ancora fare qualcosa… ma non c’è più tempo. Voleé, rubato, perso.

 

Arriviamo alla Quarta Torre. La punta è ancora lontana, ma il tramonto incombe alle nostre spalle.

Chantal è alle prese con un passaggio ostico. E’ stanca, lo capisco dal tremore di gambe e braccia. Nel diedro in cui si trova è già notte. Mi guardo indietro. Da un colletto che abbiamo appena scavalcato si indovina un canale che scende a valle. E’ la nostra uscita di sicurezza. Forse l’ultima, prima che cali la notte. Urlo a Chantal di scendere da noi. Si rifiuta.

Come? Cocciuta e testarda donna!! Cosa vuole dimostrare, nel proseguire a tutti i costi una scalata  che può solo condurre ad un bivacco improvvisato, ai primi di novembre? Parole, imprecazioni, insulti. Preghiere e minacce. Cerco un alleato in Didier, ma il suo spirito ci ha lasciati ed ora veleggia nel  mare del rancore. Ha scoperto la tresca nascosta, ed allora? Avremo poi tempo per azzuffarci, riguardo queste idiozie. Ora, sarebbe bene che anche lui mi desse una mano per toglierci dai pasticci.

Blocco le corde. Chantal deve scendere, non ha alternative. Fa una calata sull’ultimo chiodo e torna indietro.

“Cretino, verme!! Ancora un attimo e sarei uscita. Sei un bastardo, ecco cosa sei. Ed un fallito!”

La sua furia trabocca in parole che non ascolto, mentre preparo le doppie. Una, due, tre calate. Faccio tutto da solo, nessuno mi aiuta. All’ultima calata le corde si incastrano, risalgo e ridiscendo a tentoni per rocce marce e pericolanti. Ci manca solo che caschi adesso, come un idiota, per disincagliare una fottuta corda. Sono distrutto ed estenuato dal silenzio delle ombre che avanzano. Il buio ci divora  come un’orca nera.

 

Fine 2 di 4


samivel_02



















immagine di Samivel

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2 commenti su “Dell'orgoglio, della rabbia e di altri demoni* parte 2 di 4

  1. serpillo ha detto:

    Bello! Aspetto gli altri due! Grazie 🙂

    Serpillo

  2. gpcastellano ha detto:

    A presto… ma non troppo!

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