Perdersi nella natura

ovvero, sulla voglia di spazi aperti.

Ieri era la serata DVD e mi sono guardato con calma un film di cui avevo molto letto e sentito in giro: INTO THE WILD, di Sean Penn.
Film per sognatori, per vagabondi, staccato dalla realtà, incitamento al disimpegno ed alla fuga. Tutte cose ritrovate nella visione, e che fanno riflettere. A me è piaciuto, per la fotografia, il messaggio, l’indicazione che la strada dell’accumulare COSE non è l’unica che si può seguire. Forse un po’ semplicistico e sbrigativo su certi passaggi…. e va bene, è un film, in due ore non si può raccontare la vicenda ed i perché di una scelta di vita radicale. Il mio consiglio è di rivedere il film con calma, e poi leggere il libro che ha originato il tutto: "Nelle terre estreme", di Krakauer.
P.S.: colonna sonora di Eddie Vedder… splendida!!!

La foto sotto arriva da chi, meglio di me, combina e associa immagini in rete. Bravi!

images

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7 commenti su “Perdersi nella natura

  1. anonimo ha detto:

    Molto bello il film e la poesia di Lord Byron citata nei titoli di testa. Quila trovi in forma estesa.

    ciao a presto sui ns Blog Silenzi d’Alpe

  2. gpcastellano ha detto:

    Grazie per il link alla poesia, e bello il successivo racconto, sul libero vagabondare. Si dice che “da soli si va in giro, in due si va da qualche parte”, ma non è sempre così, e voi lo rendete bene nel vostro blog.
    A presto!
    Gp

  3. IPaprika ha detto:

    Chris mi sta sulle scatole. (si può dire così??). no è che le scelte radicali, anche quando poi sono solo personali, non mi piacciono.
    hai scritto bene staccato dalla realtà..
    la colonna sonorà merita, io l’ascolto spesso.

    ciao

  4. gpcastellano ha detto:

    @Ipaprika: certo che si può dire “scatole”! E concordo su una certa insofferenza del personaggio. In epoca non sospetta avevo letto il libro di krakauer, e spesso mi domandavo quanto stupido e insensibile fosse Chris. Mi sono accorto di una cosa, però: l’importante non era tanto ciò che egli faceva, ma le domande che poneva ed alle quali cercava una risposta. Tra l’egoismo brutale dell’accumulare cose su cose e la fuga dalla realtà, altrettanto egoistica, ci sarà pure una via di mezzo, o no?

  5. balacobaco ha detto:

    L’ho visto anch’io e come dici mi ha conquistata per la straordinaria fotografia e la marcante presenza del naturale e dei paesaggi silenziosi. Il film forse é un pò lungo, ma per essere amato, appunto, va visto con la giusta sensibilità che merita.

  6. anonimo ha detto:

    Ho letto il libro, Nelle terre estreme
    (Autore Krakauer Jon) , mentre ero in viaggio in Brasile. Emozionamte e significativo. Un libro da viaggio, insomma. Quando sono tornata a casa ho voluto vedere anche il film. L’ho trovato molto diverso dal libro, ma eccezionalmente affascinante nella sua originalità.

  7. IPaprika ha detto:

    è vero, la via di mezzo 🙂

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