Dolomia in polvere 6/X

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Rododendri, baranci e altri vegetali

 

Lo confesso, in botanica non ci ho mai capito nulla. A scuola l’argomento era regolarmente saltato da professori disattenti. A casa la conoscenza era circoscritta alle piante da frutto.

Eppure nel regno vegetale mi ci sono imbattuto fin dalle prime gite sui monti di casa.

Immerso fino al collo, nei rododendri della Valle Soana. Eravamo alla ricerca di un vecchio sentiero. La nebbia e la pioggia non ci avevano risparmiati. Avevamo perso l’esile traccia e apprezzammo appieno l’arte dei rododendri di nascondere le buche tra i massi. Più volte sprofondammo in antri oscuri e ne uscimmo graffiati, avvolti in un incubo costellato di fiorellini rosa. Sperimentammo le mille contorsioni di ginocchia e caviglie, fummo risucchiati da un gorgo subdolo, ammantato di verde. Quando rimettemmo piede sulla mulattiera di fondo valle, lo smacco cocente fu incontrare i genitori di uno di noi.

“Tutto bene ragazzi?”

“Si, grazie”

“Dove siete stati?”

“In fondo al piano, e basta”

Lo sguardo interrogativo del saggio padre sui nostri calzoni a brandelli equivaleva ad una piena sconfessione. Oltre al danno, ci furono la reprimenda dei genitori riuniti e la beffa dei valligiani al bar.

 

Imparammo a  temere il rododendro infido delle Valli Piemontesi, ma non eravamo pronti per i baranci del Pelmo. L’astuzia vegetale fu subdola, ed efficace.

Poco prima ci sembrava di dominare il sentiero, soggiogarlo alla velocità del nostro ritmo irresistibile.  Ed i baranci ci colpirono duramente nell’orgoglio. La loro altezza non superava il polpaccio, ma ciò bastava per allacciarsi alle caviglie e sfilarci gli scarponi dai piedi.

Verdi brillante le foglie, bianche di luna le pietre, rosso di fuoco il sole. Arrivammo al Città di Fiume esasperati da quella lotta vischiosa con un mostro dalle mille braccia, che ci tirava da dietro quando cercavamo di allungare il passo per liberarci dalla sua presa.

I baranci del pelmo. Ancora adesso, per molti di noi, significano sete, rabbia, frustrazione. Ed umiltà, l’umiltà delle piante semplici che si oppongono al passo veloce del corridore.

 

Occorre tuttavia essere giusti. Non abbiamo mai evocata la fiamma dell’incendio boschivo come strumento di conquista e di potere.

 

Il regno vegetale è generoso, fin troppo. Sopporta le nostre peggiori aberrazioni, senza reagire. Un albero non fuggirà mai di fronte ad un incendio, diceva John Muir.

 

Ed è fonte di continua ammirazione, e di fiducia nella potenza della vita. Come quando si scoprono ciuffi d’erba ed alberelli farsi largo tra asfalto, cemento e macerie, lungo i marciapiedi cittadini.

Potenza del creato, il regno vegetale. E non poteva sfuggire alla riconoscenza di San Francesco, patrono spirituale dell’ecologia, che raccomandava di lasciare incolto un angolo dell’orto. Per dare modo anche alle erbacce di crescere e svilupparsi.

 

Con questo consiglio in mente ci accingiamo ad affrontare i rovi che sbarrano la parte bassa dell’Eugio. Riusciremo a risalirlo, sgusciando nel labirinto verde delle sue radici di pietra? Potremmo farcela, se anche noi ci renderemo pianta, radice o fiore, e prenderemo a prestito dal sole l’energia per vincere la gravità e la tenacia della roccia.

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6 commenti su “Dolomia in polvere 6/X

  1. blacksheep77 ha detto:

    la botanica è abbastanza il mio pane, ma… che sono i baranci?????
    sulla val soana, mi sembra di rivivere alcune esperienze personali (da quelle parti, il 90% delle volte ho perso il sentiero)
    vallone di eugio? è da tanto tempo che vorrei avventurarmici…

  2. ilberte4026 ha detto:

    e’ un bellissimo vallone, basta organizare con gpcastellano e il roby 4026

  3. gpcastellano ha detto:

    @blaksheep: pini mughi… tappeti di pini mughi bassissimi che intasavano i sentieri

    @ilberte: ci tornerei anch’io, dopo tantissimi anni che non ci vado più. ma mi dicono che la parte bassa ormai sia impercorribile, meglio arrivarci dall’arzola. Se volete, una gita in wilderness si può pensare. Per ora ho in testa un racconto, uno di quelli buoni. PS: ma roby si è abbassato di quota? 4061—->4026?

  4. equipaje ha detto:

    E col barancio ci fanno, o facevano, pure un’ottima grappa.

    Grazioso, il racconto 🙂

  5. gpcastellano ha detto:

    #equipaje: benvenuta, grazie per la dritta della grappa. A buon rendere
    gp

  6. blacksheep77 ha detto:

    …allora bisogna organizzare! ne parlavano non tanto tempo fa su piemonte parchi…

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