Il vento che gira

Un film per la serata DVD di ieri: "Il vento fa il suo giro". Trama in due righe: un pastore francese si insedia in un paesino delle valli cuneesi. Dopo una prima accoglienza incoraggiante, sarà costretto ad andarsene dagli stessi abitanti che lo avevano accolto con simpatia e curiosità.
Amaro, tenero, umano. Le debolezze, gli egoismi, le contraddizioni di una comunità di fronte a chi cerca di inserirsi in essa, arrivando "da fuori."

Vedere e capire i propri difetti e debolezze potrebbe essere il primo passo per superarle, viene da pensare alla fine della proiezione. Se si vuole in qualche modo sopravvivere, fare sì che, dopo gli individui, resti qualcosa che si chiama comunità, civiltà, cultura.

Il film può essere un po’ pesante, ma la colonna sonora è splendida.

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Passeggiata alla Torre d'Ovarda

Alzarsi alle 5 di mattina, farsi quasi 1800 metri di dislivello, camminare per ore nella nebbia e, infine, sbagliare clamorosamente la punta. Pazzia e masochismo? Sicuro!
Eppure ci voleva, una passeggiata del genere, poco prima dell’arrivo della pioggia e della neve.
Quasi un passaggio di testimone tra estate ed inverno, accompagnato del piacere della quota, le nebbie turbinose attorno alle creste, lo sguardo perplesso degli stambecchi.
Adesso lassù starà nevicando, e la mitica cengia sotto alla sud della Torre d’Ovarda accoglierà neve e valanghe. Arrivederci alla prossima estate!

I Signori della Montagna
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Turbini sulla Lera
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La Cresta del Vento
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Camminare con Rebecca Solnit

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Il presente ed il futuro riservano momenti di passaggio, per tanti versi, su differenti fronti.

Per non perdere il contatto con la fisicità del mondo ho divorato la "Storia del camminare", di Rebecca Solnit. Un invito a uscire di casa e mettersi in strada, per assaporare al fisicità di un corpo che, con molti mezzi, cercano di farci dimenticare. E riconquistare il contatto con il mondo, quello vero, non l’immagine futuribile di pubblicitari e venditori. Vi lascio con le parole conclusive di questo libro, lieve e profondo assieme.


Camminare è una delle costellazioni del cielo stellato della cultura umana, una costellazione formata da tre stelle: il corpo, la fantasia ed il mondo aperto, e sebbene ciascuna di esse abbia un’esistenza indipendente, sono le linee intrecciate tra di esse – tracciate dall’atto di camminare con scopi culturali – a farne una costellazione.

Le costellazioni non sono fenomeni naturali, ma impressioni culturali; le linee tracciate tra le stelle sono come sentieri consumati dall’immaginazione di coloro che li hanno calcati in precedenza. La costellazione chiamata “camminare” ha una storia, la storia percorsa da tutti quei preti e quei filosofi e quei rivoluzionari, da pedoni distratti, da passeggiatrici, da escursionisti, pellegrini, turisti, alpinisti, ma il suo futuro dipende dal fatto che quei sentieri di collegamento vengano percorsi ancora.

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A call to action

A me gli appelli piacciono poco, lo sapete. E ancor meno andar in giro a chiedere aiuti e dane’. Faccio una eccezione per gli amici di di intraissablog, che a mio modesto parere rappresentano una delle poche ed innovative tracce nel panorama della editoria alpinistica non disgiunta da una buona dose di impegno civile.
E quindi vi invito a farvi un giro sul loro blog, ed a scoprire i messaggi ed i contenuti del terzo volume di Intraisassblog. I primi due sono semplicemente stupendi, e mi spiace non averli ancora recensiti ed inseriti da queste parti. Provvederò.



Altre note, altro link, all’amica misty che pubblica sul suo forum la lettera di Paolo Rumiz ai congressisti del CAI a Predazzo. Un’altra richiesta di intervento, per fare passi avanti nella tutela di un ambiente che è caro a chi passa da queste parti. Sarebbe bello che il mastodonte CAI si desse la sveglia, ma su questa possibilità nutro profondi dubbi. Staremo a vedere, ma, intanto, non tralasciamo di agire, ognuno nel proprio piccolo.

La gita che non abbiamo fatto

Oggi volevamo fare una bella gita. Tirare il colpo, si dice, su qualche punta di una certa rilevanza e quota. Poi ci siamo fatti prendere la mano da un paio di ritardi e riflessioni inopportune su nubi reali e fittizie che andavano e venivano. E forse abbiamo perso l’ultimo treno della stagione, mi sa tanto. Si accumulano piogge  e nevi all’orizzonte, e i prossimi giorni porteranno una prima perturbazione a metà tra autunno ed inverno. Per carità, l’anno prossimo i monti saranno ancora lì. Però un po’ ci dispiace, il non averci provato oggi. Ad maiora, va’.  

In onda su Montagnard

Sui ghiacciai che si sciolgono, sulle gite fatte e perdute, sul clima che cambia e sulla percezione del cambiamento: Montagnard pubblica un racconto-diario scritto a quattro mani e due tempi diversi dall’amico roby4061 e dal vostro servitore. Il racconto lo potete scaricare dalla selezione di articoli della rivista (racconti di montagna).

Ottime foto sulla gita di roby, alessio e beppe  le trovate su questo album

Se avete tempo e calma, vi consiglio di registrarvi su montagnardflip e fare un giro sulle copie web delle riviste. Accendere le casse, smorzare le luci e buona lettura!

in tempi oscuri

I titoli dei giornali urlano, piangono, ci ricordano costantemente della crisi economica del momento: le borse che crollano, le banche che chiudono, la recessione, il PIL che diminuisce. Tutto vero, tutto dimostrabile. Ma già qualche decennio fa un politico americano, neanche troppo estremista, diceva quel che riporto qua sotto.  

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones,né i successi
del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze
per sgombrare le nostre autostrade dalle carnefi cine dei fi ne settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per
coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la
violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di
napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione
della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le
rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione
o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia
o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri
pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità
nei rapporti fra noi.
Il PIL non misura né la nostra l’arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né
la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta."

Robert  "Bob" Kennedy