Il pettirosso puntuale, e Gomorra

Oggi è il primo giorno di autunno, e puntuale sbuca dalle siepi attorno a casa il pettirosso. Eccolo qua, a tenermi compagnia mentre preparo caffè e colazione.
pettirosso

Il post non è finito. Ieri sera mi sono letto la "Lettera a Gomorra" di Roberto Saviano, commento agli ultimi fatti di cronaca di Castelvolturno. Esposizione di fatti, nomi e cognomi, parole come pietre lanciate contro il muro di omertà e di complicità che circonda e protegge il branco di bruti che semina la morte in una delle regioni più belle e – potenzialmente – ricche del mondo.  Non sta a me giudicare, ma mi concedo la libertà di inorridire. La lettera è molto lunga, riporto solo un passo che mi ha particolarmente colpito.

E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c’è ordine, che almeno c’è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell’unico mondo possibile sicuramente.

Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c’è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo.

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Un commento su “Il pettirosso puntuale, e Gomorra

  1. blacksheep77 ha detto:

    da quando sono bambina, il pettirossi che fa “TRIC TRIC” in cortile vuol dire neve in montagna… e infatti, vedrai che foto posto domani mattina!

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