Apologia (non mia…)

E’ un periodo di partenze ed arrivi, questo. Valigie da fare, bagagli da prendere, appuntamenti all’alba e ritorni affannosi. Anche la scrittura procede a rilento, con calma. E con questo caldo, rallentare è la cosa giusta.

Ieri, rientrando in casa in bicicletta, notavo su di una strada di campagna l’ecatombe di piccoli selvatici falciati dalle auto. Due tortore, tre passeri, diversi ricci, in pochi chilometri. Mi è venuto in mente un vecchio articolo letto tempo fa. Apologia, si intitola, e narra del senso di smarrimento di fronte agli inevitabili incidenti che coinvolgono noi, i nostri mezzi di locomozione e "gli altri". Dove questi altri sono uccelli, mammiferi, insetti, anfibi che si vengono a trovare sul nostro percorso. 

Chi scrive è Barry Lopez, uno dei più grandi scrittori "naturalisti" americani. Vi invito a scoprirlo. A me personalmente ricorda molto Rigoni Stern. Chissà se si sono mai incontrati: non mi sorprenderebbe. Dovrei chiedere all’amico Davide, che conosceva entrambi.

Apologia di Barry Lopez 

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