Sulla cronaca e sulla bellezza, oltre ai pensieri vari

Ritorno da quattro giorni di vacanza con la famiglia e la lettura della cronaca riserva brutte notizie.. incidenti sulle montagne qui vicine, vite spezzate e vuoti laceranti. Non so che pensare, o che dire. Vi lascio un racconto che ha fatto il giro di alcuni luoghi, crescendo ed arricchendosi di volta in volta. E’ giunto il momento di lanciarlo, oggi. Ha a che fare con amici che non sono più qui. Il resto ve lo lascio.

Forse è un po’ lungo, ma spezzarlo sarebbe insensato.

COME SAREBBE BELLO SE.

Carissimo,

ti scrivo da questo bivacco che, come ben sai, ho sempre associato alle prime mie gite in montagna. Sono qui con due amici che domani avrò il piacere di condurre attraverso il colle della P. fino a V., da dove proseguiranno per altri lidi. Il tempo è splendido, sono le nove di sera e l’aria è fresca al punto giusto. Domani, se Dio vuole, sarà una bella giornata e dovremo forse temere solo i cumuli pomeridiani, sulle creste più alte.

Prima di andare a dormire ho sentito il bisogno di scriverti questa mia, ed eccomi qua.

Mi stavo chiedendo come sarebbe bello se tu fossi qui, con noi. Potresti accompagnarci al colle, e poi decidere se seguirci o ritornar indietro. Secondo me ci seguirai, perché conosco bene la tua passione per il lunghissimo sentiero in quota che porta a G. Lo abbiamo fatto tante volte assieme, ti ricordi? E sempre mi facevi notare qualche dettaglio nuovo, sulle montagne, gli animali, le vedute di quel sentiero in bilico sulla luce.

Sarebbe anche bello, da qui, partire per quella famosa via di roccia sulla cresta della Becca di M.. Chissà da quanto è che nessuno ci va più. Ormai tutti arrampicano su vie sicure, e difficili. Lì invece ci sarebbe da indovinare i passaggi, cercare il percorso più logico. Proprio come piace a te. Con calma, senza fretta. Lavorare di astuzia e testa, piuttosto che di potenza e muscoli.

Oppure potremmo traversare i colli di G. e dei B., e scendere al rifugio P., e dormire lì. Ti ricordi della notte di San Lorenzo che trascorremmo nei pascoli là dietro, a contare le stelle cadenti? Potremmo arrivare al rifugio per l’ora di cena, e faremo festa con tutti gli arrampicatori. Non male, vero? Io ti conosco, solitario e taciturno all’inizio, ma poi, quando c’è da sostenere discussioni, non ti tiri di certo indietro. Ed il giorno dopo, se non saremo troppo stanchi di passi e parole, potremo tirare il colpo ed andare fino alla Testa di M. Ti manca ancora, quella punta, no?

Come sarebbe stato bello se tu non fossi partito per quella gita. Così non avresti incontrato la lastra di ghiaccio nascosta dall’erba, sopra alla cascata. E non saresti caduto di sotto.

Adesso saremmo qui, ad immaginare il nostro domani.

“Possibile che G. non ci sia più?” Ho pensato quando M. mi ha detto cosa ti era successo.

Non è stata una ipotesi, la tua assenza, ma una certezza.

Sono passati tanti anni, e altri se ne sono andati, dopo di te.

Sono passati tanti anni, ed io ho imparato a vivere con la convinzione che essere qui ed ora è un dono che ci viene fatto ad ogni minuto. Le persone arrivano, stanno e vanno.

Però penso questo: che la bellezza non muore mai, ma si trasferisce soltanto. Il bello dello stare assieme, del condividere emozioni e passioni, non dimora nelle persone, ma nelle loro relazioni. Pertanto, per mantenere vive le persone, occorre tenere deste le relazioni stesse. E se tanto abbiamo ammirato assieme, allora quel sentimento che ci univa ci accompagna anche ora che io sono qui senza di te. Ti pare una cosa assurda? Che io ti senta presente, in mezzo a questo splendore?

Non so, forse mi illudo. Ma a me piace pensarti immerso nelle albe, nei tramonti, nella neve che turbina sulle creste. E’ una mia idea, magari assurda. Come assurda è questa lettera. Non ho neppure un indirizzo da scrivere sulla busta. La terrò con me, e domani, sul colle della P., la metterò sotto una pietra. Perché pioggia e sole la consumino. Sarà una parte di me ferma a contemplare la serenità delle emozioni che ci legano.

Carissimo, ti saluto e ti ringrazio per la tua attenzione. Non ti sia pesante ciò che tu sei ora, o quel che stai facendo, o pensando. Sappi che qui, su questo scoglio scagliato nell’Universo, c’è chi immagina la tua figura agile correre nel sole e attraverso le nuvole.

Un saluto, ed arrivederci.

 

G. è caduto tanti anni fa, in Val di Forzo, scendendo da una cascata di ghiaccio.

P. è finito sotto una slavina, al Pic de la Lievre.

R. è stato stroncato da un destino oscuro, mentre saliva al Bivacco Carpano

G. è scivolata in un canalone, mentre scendeva dal Monte Bianco

… e arrivederci a tutti coloro che sono parte della bellezza che ci circonda

 

Les morts, ils ne meurent pas a l’heure qu’ils descendent dans la terre, mais a mesure qu’ils descendent dans l’oubli, et l’oubli seul rend la separation irreparable.

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3 commenti su “Sulla cronaca e sulla bellezza, oltre ai pensieri vari

  1. roby4061 ha detto:

    :………………..(

  2. JohnDeere ha detto:

    Signore delle Cime

  3. blacksheep77 ha detto:

    tutti noi che amiamo la montagna, che la rispettiamo pur calpestandone la polvere, le rocce, i pascoli in fiore, abbiamo degli amici che sono rimasti lassù e che ricordiamo con affetto, nostalgia, tristezza.
    grazie per questo bel racconto

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