Dove vai pastore?

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Dove va il pastore nel XXI secolo? Attraverso il racconto di una, dieci, tante vite e vicissitudini di pastori odierni, l’autrice ci avvicina ad un mondo sconosciuto che scorre accanto al "nostro", ordinario e confortevole, fatto di orari fissi e certezze acquisite. Non è stato semplice ed immediato organizzare questo intervento. Ho deciso di leggere questo libro la mattina, quando mentalmente la giornata è ancora fresca di notte e alba, e poco alla volta è emerso un filo conduttore, che mi è piaciuto seguire e dipanare. Il pastore come uomo che intesse "relazioni" con il mondo nella sua materialità più vera. La pioggia, la neve, la mancanza di pascolo, il sospetto della gente, l’ottusità di uomini ed istituzioni, la vita e la morte nel (del) gregge. Di tutto questo, noi che ci dichiariamo moderni, interconnessi, volti all’ambiente e mentalmente aperti, che ne sappiamo in realtà? Che esperienza ne abbiamo, tolto l’appagamento atletico ed estetico della escursione/scalata/gita fuori porta, della giornata in alpeggio a fare festa, del buon proposito ambientale nell’acquisto equo-solidale-biologico?

Non ci sono risposte esplicite, non qui. Il merito del libro è di avvicinare ad un modo di vivere e ad un mestiere che, nella sua semplicità, essenzialità e problematicità, ci costringe a guardare oltre il quadretto coreografico, per spingerci a riflettere sulle implicazioni della neve che cade,  della pioggia che non arriva o di un semplice divieto di transito. Praticità, problematicità, esperienza del mondo, scaltrezza. Tutto ciò non vi ricorda gli appunti di Chatwin sul nomadismo di zingari, aborigeni e cacciatori/raccoglitori? Ma qui siamo oltre l’evoluto dandy inglese: dal lato opposto della macchina fotografica. 

Ho usato la parola mestiere, finora. Avrei dovuto parlare di passione per le pecore. Perché è la passione a spingere il pastore ad andare avanti, nel futuro incerto. E l’iregenza e necessità di questa passione la  capirete dalle interviste, in maniera più o meno esplicita. E avrei dovuto raccontare anche di passione per lo scrivere. Ma qui, a questo punto, dovete prendere in mano il libro, sfogliarlo, fermarvi sulle splendide fotografie, e leggere. Magari prima di infilarvi nel traffico, e cominciare la giornata. 

Vi rimando ora al blog dell’autrice e al sito dell’editore   

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3 commenti su “Dove vai pastore?

  1. blacksheep77 ha detto:

    grazie, grazie, grazie… sto arrossendo!
    ricambierò con post sul blog e link…
    comunque mi fa piacere vedere che sono riuscita a trasmettere quello che vedevo, sentivo, capivo

  2. gpcastellano ha detto:

    Spero di non essere stato l’unico ad apprezzare la lectio magistralis!!

  3. blacksheep77 ha detto:

    non esageriamo, dai!
    hai visto che ho messo il link da me?

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