Eppure – un haiku

Sapevo il mondo

una rugiada effimera

eppure.

Haiku di Kobayashi Issa (1763-1828)

Leggevo stamattina la recensione di "Sarinagara", un libro di Philippe Forrest il cui titolo è l’ultima parola dell’haiku all’inizio del post. Mi ha colpito la pesantezza di quel "eppure": dentro c’è tutta la sofferenza del volersi lasciare alle spalle l’affanno degli eventi e dei dolori,  e non riuscirci. Notevole, in diciassette sillabe.

Dimenticavo: spunto narrativo dello scrittore è la scomparsa della figlia di 4 anni, morta per cancro. 

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2 commenti su “Eppure – un haiku

  1. Mantikora ha detto:

    Beh…Fortuna per me che il server si sia piantato. Bello anche il tuo di blog. Questo haikü, poi, è un vero tocco di stile. Maïtre…

  2. cecilia2day ha detto:

    non conoscevo questo haiku di Issa…
    … è sconvolgente, al di là dei perchè di chi lo scrive. Splendido.

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