Dolomia in polvere 1/X

DOLOMIA IN POLVERE 1/X

Elena di Chivasso

Scendo dall’auto e mi guardo attorno. Allora era estate, adesso è inverno, siamo d’accordo. Ma non lo ricordavo così, il Passo Falzarego.

Quel giorno ci eravamo arrivati a piedi, lungo la valle Travenanzes. Eravamo sbucati al Lagazuoi ed avevamo disceso con zaini pesantissimi la grande galleria di guerra. Dal Falzarego dovevamo ancora risalire a Colle Gallina e accamparci sotto le Torri di Averau.

Oggi sono in auto, in transito tra Bolzano e Udine per passi alpini. Tra le nuvole basse si intravedono i bastioni delle Tofane. Più in là occhieggiano le Cinque Torri.

In giro, nessuno.

Dal rifugio vicino all’improvviso si apre una porta e arriva la risata di una donna.

Ed alla memoria si affaccia un nome. Elena. Anzi, ad essere precisi, Elena di Chivasso. Ancora più precisi: Elenadichivasso, così, tutto attaccato.

Come avevamo fatto a trovarcela appresso, in quel trekking del 1991?

Era venuta come amica di amici, che subito l’avevano ripudiata. Forse ne conoscevano già la furbizia? Via, siamo generosi, chiamiamola dolce malia.

Fatto sta che l’adottammo nella compagnia C. Il gruppetto di quelli sempre in fondo alla fila, pronti a scartare verso le birre, lo speck e lo strudel dei rifugi dolomitici.

Adottata, ebbene sì. Nonostante avesse definito il vino come “orribile bevanda”, la sera del primo bivacco. E si fosse proclamata buddista fervente e praticante.

Avevamo deciso che era un po’ strampalata. Come le sue velleità vegetariane, lo sguardo stralunato sotto il sole, trasognato sotto la luna. Le chiacchiere infinite.

Ma si perdonano due occhi verdi sotto un ciuffo di capelli neri?

Passammo sotto le Lavaredo, risalimmo la Val Travenanzes, costeggiammo Tofane, Pelmo e Civetta. Accompagnati dalla magia dei luoghi e dalla sua inesauribile chiacchiera. Ci caricammo dei suoi pesi, sorridemmo alle sue battute. Sognammo, forse.

Nello spirito anarchico degli ultimi della fila. Il penultimo giorno in sei ribelli ci smarcammo dal controllo del direttore di gita e dirigemmo al rifugio Vazzoler, per concedere alla nostra protetta un posto in branda. E sperare di potersi sdraiare al suo fianco, e poi…

Speranza tradite, tutte. Dopo approcci variegati, scoordinati ed umoristici.

Poi ritornammo a casa, noi in Canavese, lei a Chivasso. Lontanissima, oltre Caluso, già quasi nell’astigiano. Il Sud del mondo.

Ci rivedemmo ancora una volta, mesi dopo, a cena dal Conte. Ed Elena compì l’ultima prodezza, lasciando all’illustre ospite un conto da saldare che ancora reclama vendetta.

E questa fu la traiettoria di Elena di Chivasso, nelle nostre vite.

E, infine, ci lasciammo dimenticare.

Giunsero voci, anni dopo, di una confidente del Dalai Lama originaria del Chivassese. Poteva essere lei, incappata in incontri ed esperienze diversi dai trekker canavesani?

Nessuno pose le giuste domande. Neppure interrogò i corretti oracoli. E non se ne seppe più nulla.

 Oggi, sfilando sotto le Cinque Torri, mi sembra di intravedere una fila di zaini colorati. Ed una testa di capelli neri, due occhi verde mare.

Sempre, nei luoghi, si lascia traccia di sé. Le pietre, l’acqua e l’aria ricordano, e raccontano, a chi ha buona memoria e cuore agile.


Torino, 21 febbraio 2008, ad un mese dalla primavera l’aria inizia a scaldarsi

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6 commenti su “Dolomia in polvere 1/X

  1. blacksheep77 ha detto:

    bel racconto, mi ha ricordato in modo impressionante una ragazza che conosco a cui tutti i maschietti della compagnia perdonavano ogni capriccio, stramberia, isteria e sproloquio filosofico-politico. ora è finita in una sorta di comune…

  2. gpcastellano ha detto:

    Gente che passa: chissà se leggerà mai questo scritto (e si riconoscerà?).
    All’epoca eravamo giovani e fessi.. e ci siamo veramente divertiti!

  3. roby4061 ha detto:

    storia vera???

  4. gpcastellano ha detto:

    garantita vera… forse avrei anche potuto cambiare il nome di lei, ma avrei fatto un torto a chi l’ha conosciuta e subita!
    ed ho in mente altri nove racconti in ambiente dolomitico.

  5. JohnDeere ha detto:

    Essendo io originario di Brusasco, sotto Chivasso verso l’Astigiano, ho letto con molto interesse e divertimento questa storia: purtroppo non ho conosciuto nessuna Elena dalla mie parti e sembra che mi sia perso qualcosa…

  6. gpcastellano ha detto:

    @john deere:
    il tempo è un ottimo distillatore: io ho raccontato vicende avvenute quasi 17 anni fa, ed è rimasto solo il meglio (nel bene o nel male, comunque nel ricordo).
    Salut
    Gp

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