LE RADICI TAGLIATE

Li potete trovare davanti ai concessionari di auto e le villette a schiera della Provincia Granda. Davanti alle sale di Bingo, alle mescite di vino, ai centri commerciali della Brianza. Nei giardinetti di megaville nuove di pacco, in tutta la pianura padana. In molti luoghi di questa Italia del Nord, li trovate. Immersi nella canicola estiva, nella umidità invernale, nello smog perenne. Ovunque. Se viaggiate sulla rotta Nord-Sud, li potete notare a bordo di Tir coperti, che li contrabbandano dalla loro terra nutrice a queste desolate lande padane. Sono loro, gli ulivi rubati della Magna Grecia. Trafugati di notte a colpi di escavatore, le radici tagliate, la chioma ridotta al minimo indispensabile per poterli incastrare sui corrieri notturni. Arrivano dai vivaisti del nord, ad aspettare allineati e (s)coperti l’acquirente danaroso, che vuole abbellire la casetta ancora odorosa di colla e cemento con un tocco di antico. L’ulivo centenario, piantato lì, all’ingresso di casa.

Vi ricordate l’Odissea, libro XXIII?

"…

Bella d’olivo rigogliosa pianta

Sorgea nel mio cortile, i rami larga,

E grossa molto, di colonna in guisa.

Io di commesse pietre ad essa intorno

Mi architettai la maritale stanza,

E d’un bel tetto la coversi, e salde

Porte v’imposi e fermamente atte.

Poi, vedovata del suo crin l’oliva

Alquanto su dalla radice il tronco

Ne tagliai netto, e con le pialle sopra

Vi andai leggiadramente, v’adoprai

La infallibile squadra e il succhio acuto.

…"

Ulisse sulle radici di un olivo costruisce la sua casa, il suo regno. Spiace per la pianta abbattuta, d’accordo, ma entriamo dentro al simbolo, al messaggio: la casa regnante, il letto nuziale, traggono basamento, forza e prosperità dalle radici dell’olivo, attraverso il lavoro di un bravo artigiano. Che differenza, rispetto alla moderna pretesa di avere sotto casa un olivo centenario trafugato alle colline del Salento.

E’ stata terra di olivi, il Piemonte, e tornerà ad esserlo, in virtù del cambiamento climatico e della pazienza e cura di coltivatori accorti e capaci: ma non così, non passando attraverso il furto e la vanità del tutto e subito. Se volete saperne di più, sulla consistenza dell’olivicoltura in Piemonte, vi lancio a questo pregevole sito. Commiato: se pensate di sistemare il giardino di casa, piantate pure un giovane olivo, nella giusta esposizione: immaginate che non è solo per voi, ma vi ricorderà ai vostri figli e nipoti.

 

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Un commento su “LE RADICI TAGLIATE

  1. blacksheep77 ha detto:

    qui a Cumiana hanno rilanciato la coltivazione dell’ulivo, ma è ancora presto per parlare di risultati, per adesso si vedono le giovani piante che hanno attecchito. comunque, c’era una frazione (oggi Tavernette) che si chiamava Oliva…
    ho proprio visto l’altro giorno a Geo&Geo un servizio sugli olivi trafugati. che vergogna… oltre tutto il resto, è una perdita anche per il paesaggio da cui provengono (ed a cui appartengono di diritto!)

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