Scrivere… ma che? e come?

Dal prezioso blog di Luisa Carrada, un rilancio ad una questione di cui ha trattato Repubblica: l’incapacità di scrivere di coloro che possono definirsi "dottori".  Che non riescono a mettere assieme una relazione con capo e coda, non hanno tempo per rileggere, dare un senso alle idee, magari valide, che girano per la testa. Vasi vuoti, splendenti di gadget tecnologici che gli spiegano come fare tutto, tranne pensare, riflettere, organizzare un percorso mentale. Se ne parlava ieri sera con elena: lei li vede ancora bambini, questi futuri "dutur", già ipercinetici e sprintati verso il disordine. Noi, qui, li riceviamo laureati e spersi davanti al foglio bianco, o alla pagina di Word.  

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9 commenti su “Scrivere… ma che? e come?

  1. blacksheep77 ha detto:

    pensavo al mio relatore di tesi che un giorno, quando ero passata a salutarlo, non tanto tempo fa, mi mostra dei fogli e mi dice: “se ne rende conto? ormai devo correggere l’ortografia, la punteggiatura, nelle tesi! i contenuti… quali contenuti? forse è proprio ora che vada in pensione…”

  2. gpcastellano ha detto:

    Hai perfettamente colto nel segno. Ormai si è abituati ad avere marchingegni e gadget che ti dicono loro che cosa fare (penso ai navigatori, alle segreterie dei call center: schiaccia qui, gira là…), pertanto non si pensa più alla concretezza. E’ per questo che ogni mattina mi conforto con “Dove vai pastore”… ma questo te lo racconto un’altra volta!

  3. blacksheep77 ha detto:

    …me lo racconti quando vengo a fare la presentazione a rivarolo il 28 marzo, ok? ;-))

  4. gpcastellano ha detto:

    Certo che sì! Quando confermi con stefano inviami un qualcosa che possa “postare” (e spero di farlo con un po’ di anticipo!)

  5. Mantikora ha detto:

    E perchè si permette a persone che non sanno scrivere e che addirittura ancora fanno errori grammaticali, di laurearsi? Perchè un relatore non mette un filtro, è lì per questo, no? E’ pagato per questo! Il sistema scolastico funziona come tutto il resto, basta pagare e ci si arroga il diritto di avere tutto! Ma l’intelligenza è un dono.

  6. gpcastellano ha detto:

    @mantikora: bella domanda! Il problema sta a monte, purtroppo. Nel totale disinteresse per lo scrivere ed il parlare corretto e comprensibile da parte di molti, se non tutti. I miei maestri di dizione e recitazione ci consigliavano di ascoltare raitv e radiorai per imparare pronuncia ed accenti, ma ora? la barbarie è prossima, e non sono così ottimista come l’esimio Baricco, sull’energia vitale che questi “nuovi barbari” introdurranno in un sistema sempre più fiacco e autoreferente. Io, purtroppo, già non li capisco.

  7. Mantikora ha detto:

    Accantonate le “scritture da comodino” , ho trascorso il tempo libero nel week-end leggendo i “barbari” di Baricco, poichè non capivo il tuo riferimento, non avendolo io mai letto. Concordo con te nel pessimismo nei loro confronti. Ma Baricco parla piuttosto di un appiattimento del gusto, no? Anche se lui non lo reputa così, o meglio tenta di giustificarlo. Adduce, però, considerazioni che non condivido assolutamente. Ad esempio… il fatto che quella letteratura che noi consideriamo d’elite nacque, secondo lui, anch’essa per rispondere ad una esigenza di mercato… e con questo, secondo me, esclude i circoli letterari in cui si poetava per il gusto di intrattenersi e “sfidarsi” in questa maniera e non certo per vendere. Poi molti filosofi e artisti in genere han vissuto in povertà gran parte della loro vita… comunque Baricco la pensa così… Gli errori grammaticali, a mio avviso, sono altra cosa e sono il puro frutto dell’ignoranza e vanno corretti. Non c’è nulla dell’energia barbara che Baricco vuole convincerci a capire nel suo “romanzo”. Insomma, son d’accordo con te. 🙂

  8. gpcastellano ha detto:

    caspita, non pensavo che le mie argomentazioni potessero indurti a rivolgerti direttamente a Baricco ed ai suoi barbari…
    Sul libro ci sono e ci saranno riflessioni ed approfondimenti: mi fa piacere riscontrare che, sul piano dell’errore gramamticale, siamo d’accordo. Il violare coscientmente le regole (anche grammaticali) può essere l’inizio dell’innovazione.. l’ignorarle perché non le si conosce è semplice carenza di istruzione. il presentare questo come “nuova civiltà” mi lascia perplesso e sconcertato.

  9. Mantikora ha detto:

    beh, non vedo perchè non leggerlo, il discorso mi interessava e era in parte l’argomento della mia tesi. E poi mi piace sapere di che si parla 😉
    Salut!

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