Val Sangone

"A meno di 50 chilometri da Torino, incuneata tra la bassa Val di Susa e la Bassa Val Chisone, la Val Sangone è un singolare microcosmo alpino. Salvo i ghiacci, ha tutto quello che ci vuole per costituire un ambiente di montagna autonomo e completo…"

Massimo Mila, Capitolo primo ed ultimo di un’autobiografia alpina.

Ecco, oggi abbiamo scoperto quest’angolo, in punta di piedi, contemplandolo dai pendii di neve farinosa della Bocciarda e della Sarasina, salite "en boucle" da Coazze.  Non ci ha delusi, penso che ritorneremo…

Con questa gita chiudo la stagione alpinistica del 2007.

A tutti Voi, un Felice 2008!!

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La valle di Ognidove

Potrebbe essere un libro zen, ho pensato mentre lo leggevo. Ogni singola frase è esatta, precisa e netta. Lo apprezzi sia scomponendolo in mille parole, sia leggendolo distrattamente, sia cercando il bandolo dei mille pensieri e proponimenti di Ismaele, colui che viaggia. Ritrovi dei luoghi a te noti e li perdi immediatamente. Un viaggio nel Nord, nel Dentro e nell’Altro.

Per ritrovarti, alla fine, nell’Ognidove che appartiene ad Ogniuomo, se solo lo cercasse. Non una Bibbia, neppure un manuale di istruzioni o un diario di viaggio: un Ognilibro, perfetto e racchiuso.

link

 

Buone feste

Colle del Gran San Bernardo, 23 dicembre 2007

Dalla prima gita di scialpinismo, in preda a sconforto per forma fisica a dir poco deplorevole, un’immagine dedicata a coloro che girano per i monti, le vallate,  gli spazi fisici del mondo e virtuali del web, alla ricerca di passaggi, colli, relazioni ed intersezioni. Mi ha sempre colpito la figura di San Bernardo da Mentone, uno dei pochi "uomini di buona volontà" a cui tributo fede e rispetto. Per tramite suo, un carissimo saluto ed un augurio di buon 2008. 

 

 

 

 

Collina di torino: the dark side of the moon

Ieri mattina ho deciso di dedicare la pausa pranzo alla ricerca di un libro ed una cartina: la "Storia dell’alpinismo" di Motti e la "Carta dei sentieri della collina Torinese n. 02". Ero nel centro di Torino, zona Piazza Castello/Via Po/Via Garibaldi, ed ho pensato che sarebbe stato questione di un minuto trovare almeno la cartina (senza dover scendere fino alla libreria della montagna, in Via Sacchi).

Dopo aver girato per circa dieci librerie rinomate per fama ed assortimento, ho concluso che avrei potuto acquistare carte dei sentieri della Transilvania, del Pelopponeso, della Cornovaglia e dei Monti Tatra; sulla collina di Torino, nulla.  Evidentemente Chivasso, Verrua Savoia ed il bosco del Vaj si trovano su di un altro pianeta…

Ed il libro? Beh, mi hanno detto di rivolgermi all’editore… certo, gli ho risposto, peccato che presso l’editore sia esaurito.. Ah si? ma chi è l’editore? CDA e Vivalda? mai sentiti… ma sono di Torino.. ah, davvero?

vaganti, nomadi e viaggiatori

Ieri sera gironzolavo per i blog linkati ed i siti preferiti, ed in sequenza sono stato qui(dall’amica marzia), qui (hi, Ipaprika) e qui (IBS, of course). Finita lì, la serata. Stamattina, rielaborando fatti ed impressioni, mi sono chiesto se esiste una relazione tra il vagare per lavoro, il viaggiare per diletto e l’essere nomadi per "natura". Forse tutto risiede nell’inquietudine e nella irrequietezza del risiedere troppo a lungo in un luogo, o in una situazione. Come il sassolino nella scarpa, dopo un po’ non si può più fingere che non ci sia, e va tolto.  Cambiando prospettiva e punto di vista, rimettendo in discussione abitudini e modi di pensare, vedere, sentire

Ed allora ben si adatta l’incipit di Moby Dick, uno dei libri nella mia personale top-five (ma di questo parleremo un’altra volta):

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al ***, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovviginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro…

 

Relazioni

Non si devono contare le cose che stanno in relazione, bensì le relazioni.
Non i termini della relazione, ma le relazioni stesse…
Gregory Bateson

Non capita spesso di trovare, su di un arido testo di epidemiologia ambientale, una citazione che rispecchia ciò che da tempo andiamo maturando, ovvero che le relazioni tra le cose ci legano e ci rendono vivi e partecipi, più che le cose stesse. E quindi, di relazione in relazione, vi rimando ad un blog per me vulcanico, che rimanda ad un sito, e da qui ad altri blog…