Dove sono finiti? parte 2

Ritornare sui post non è il mio forte, perché l’impressione è quella di essere stato frainteso, o di essermi spiegato male. Ma, quando ci vuole, si fa. Ho ricevuto alcuni messaggi in cui simpatici anonimi dichiaravano che non potevo scagliarmi contro il progresso, lo sviluppo e le mirabili sorti e progressive del consorzio umano, e quindi il richiamo alla wilderness era la visione di un pazzo visionario. Allora, giusto per questa volta e giusto per non apparire scortese a non rispondere, ribadisco due concetti e pensieri.

1) lo so anch’io che non ha senso parlare di wilderness, nella zona tra Cuorgné e Pont Canavese. Non sono esperto di archeologia, ma la grotta della Boira Fusca mi pare che risalga all’Età del Bronzo, o del Rame, o ancora prima. E quindi la colonizzazione umana è ben confermata, evidente ed antica.Lo stesso paesaggio montano è stato modificato da secoli di colonizzazione, come potrà confermarvi l’amica marzia, molto meglio di me. L’aggancio alla wilderness era un eccesso, uno spunto riflessivo che ha scosso le pere giù dalla pianta.

2) quello che mi premeva far notare è l’accelerazione vertiginosa del consumo del territorio naturale, inteso come campo, bosco o vigneto, contrapposto ad un uso commerciale od industriale che ha le caratteristiche di una rapina, più che di uno sviluppo. Davvero ci meritiamo una serie di svincoli "tipo autostrada", che ad anelli concentrici ci allontanano dai paesi per portarci verso altri paesi, a cui potremo accedere solo dopo aver superato una, due o tre circonvallazioni? Oppure file intere di capannoni anonimi, spesso vuoti, sormontati da cartelloni VENDESI o AFFITTASI?

La domanda di fondo è questa: fino a quando durerà la festa? e cosa resterà dopo? 

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2 commenti su “Dove sono finiti? parte 2

  1. blacksheep77 ha detto:

    già gli anonimi non mi stanno simpatici di per sè… e poi quelli che parlano a vanvera… lo so anch’io che il progresso non si ferma, per fortuna il progresso ci ha portato benefici e miglioramenti… ma bisognerebbe usare il progresso anche per salvaguardare l’ambiente e non distruggerlo.
    vedo che mi citi per il paesaggio… è vero, le alpi che vediamo oggi sono frutto dell’uomo e l’abbandono porta problemi (frane, ecc.)
    esiste però sempre la famosa via di mezzo (tra cementificare tutto e lasciare l’abbandono totale) ed il buonsenso. cosa servono, ad esempio, stazioni sciistiche in luoghi dove non nevica più? con decine di case vuote a metter tristezza…
    vabbè, ci sarebbe troppo da scrivere su questo tema…

  2. gpcastellano ha detto:

    Hai ragione marzia, ci sarebbe tanto da scrivere, forse troppo per un blog.
    Une bise
    Gp

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