vi riconoscete?

In quante di queste situazioni vi riconoscete?

Consumo di alcol:

 

SINTOMI CAUSE SOLUZIONI
Piedi freddi ed umidi Hai afferrato il bicchiere con un angolo di presa non corretto Gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l’alto
Piedi caldi e bagnati Ti sei pisciato addosso Vai ad asciugarti al bagno più vicino
La parete di fronte è piena di luci Sei caduto di schiena Posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento
La bocca è piena di cenere di sigaretta Sei caduto con la faccia in un posacenere Sputa tutto e sciacquati la bocca con un buon gin tonic
Il pavimento è torbido e sbiadito Stai guardando attraverso il bicchiere vuoto Riempi il bicchiere con un buon gin tonic
Il pavimento si sta muovendo Ti stanno trascinando per terra Domanda perlomeno dove ti stanno portando
Il riflesso della tua faccia ti guarda con insistenza dall’acqua Hai messo la testa nel cesso e stai cercando di vomitare Metti il dito in gola
Senti che la gente parlando produce un misterioso eco Stai tenendo il bicchiere sull’orecchio Smettila di fare il pagliaccio
La discoteca si muove molto, la gente è vestita di bianco e la musica è molto ripetitiva Sei in ambulanza Non ti muovere: possibile coma etilico e/o congestione alcolica
Tuo padre è molto strano e tutti i tuoi fratelli ti guardano con curiosità Hai sbagliato casa Domanda se per caso sanno dove abiti
Un enorme fuoco di luce ti acceca la vista Sei per strada sbronzo ed è già giorno Cappuccino cornetto ed una buona dormita

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Arrivederci Maestro…

Ieri sera arrivo a casa ed Elena mi comunica che Luigi Meneghello ci ha lasciati….  Ci ricordiamo tuttora del bellissimo spettacolo a Torino, nel Cortile del Maglio, assieme a Natalino Balasso e Gabriele Vacis… e pure lo straordinario e fortuito incontro a Montecchio Maggiore, nella libreria dell’amico Alberto, in cui si è potuto godere di una lettura personalizzata e "dedicata" di qualche pagina dei "Piccoli Maestri".  Lasciamo ad altri la commemorazione dell’artista e dell’uomo di cultura e di lettere, a noi basterà portare in cuore la gentilezza, la signorilità e la semplicità della parola e del pensiero.

Arrivederci Maestro…

 

ed ora vi tocca…

La minaccia diventa realtà… inizia l’outing, con un racconto di taaaanto tempo fa (andavamo in miniera, in montagna, a pescare trote come Nick Adams, leggevamo Poe, Hemingway e Steinbeck…). Chissà se qualcuno si ricorda quei tempi del liceo?

Il racconto ve lo lascio così, senza correzioni e rivisitazioni. Chi arriva in fondo ha diritto ad una pinta di Guinness….. (okkio che vi interrogo!!) 

SCOTTISH STORY

 

"Maledizione a quando ho deciso di lasciare indietro i servi e la mia scorta" pensò "e maledizione a questa nebbia che mi ha fatto perdere la strada" e poi ancora "e maledizione a  questa notte balorda". Non era certo di buon umore quella notte Robert McCallister, il potente Bob McCalla, il signore di Greystone, al cui comando erano pronti a morire quasi cento guerrieri, ed al cui battere di ciglio tremava un numero incalcolabile di schiavi e di servi.. Eppure, quella notte, la notte che noi chiamiamo "notte dei destini", Bob McCalla vagava da solo sulle colline di Moagh. Ad un certo punto, qualche ora prima, aveva spronato il cavallo e si era allontanato al galoppo dalla colonna di guerrieri e famigli con i quali faceva ritorno alle sue case, oltre le alture di Jodur. Soltanto Axl il Bianco, il suo braccio destro, lo aveva seguito come sbalordito per un centinaio di metri, poi aveva concluso che il suo signore voleva cavalcare da solo e si era fermato. Dopotutto, con la mente ancora ebbra per l’alcool ed i cibi ingeriti, Axl non aveva nessuna voglia di rischiare di azzoppare il suo cavallo correndo al buio dietro ad un’ombra. Anzi, doveva ancora sfogare il malcontent nei confronti del suo signore, per la partenza così precipitosa dall’accampamento del loro ospite ed alleato, Ian Hallison, il Duca dei Porti Nebbiosi. "Che necessità vi era di andarsene così in fretta e furia, quando le mense erano ancora imbandite" pensò Axl, "Il mio signore è assai strano ultimamente, pensieroso ed insoddisfatto. L’aria fresca della notte gli farà bene".

Axl il Bianco, l’uomo arrivato da lontano, sbarcato da bambino in uno dei Porti Nebbiosi della Costa Orientale e cresciuto assieme a Bob, era l’unica persona che gli sarebbe rimasta probabilmente fedele anche dopo la morte. Era con Bob quando questi aveva smesso di essere uno dei tanti piccoli capotribù delle Montagne Interne, aveva organizzato i suoi uomini in una masnada determinata, ambiziosa e feroce, aveva conquistato con loro una terra ed una casa nelle ricchissime pianure costiere e, cosa più importante di tutto, aveva raggiunto il diritto di parlare da pari a pari con i capi delle tribù della Pianura e della Costa, le tribù più antiche, autorevolie potenti. Certo, per arrivare a questo avevano ucciso, ricattato, tradito, ma non era forse così che in quella terra si mantenevano e si acquistavano potere e gloria?

"E stramaledizione a quella fottuta negra" continuò Bob" "ed anche stramaledizione a me" concluse.

Perché mai poche ore prima si era fatto leggere la mano da quella donna nera di pelle, con il bianco degli occhi sfavillante nella penombra e quei vestiti così bizzarri, colorati e sfolgoranti.

Appena ella aveva posato gli occhi sul palmo della sua mano, Bob l’aveva sentita rabbrividire. Era abituato a sentire la paura ed il terrore scorrere nelle vene dei guerrieri, prima degli assalti, delle imboscate, o durante le veglie notturne nelle quali ogni minuto in cui si resta ancora vivi è una conquista preziosa. E si accorse subito che ciò che aveva pervaso le vene di quella donna era autentico terrore. Ma lei subito si era controllata, perché non si vive a lungo presso i Porti di Ian Hallison se non si è completamente pazzi o non si è capaci di mascherare la propria paura anche quando si dorme. E lei si era comportato da coraggiosa, aveva dominato la voce ed i nervi, ed aveva parlato.

"Non posso mentirti" gli aveva detto "Vedo bene chi tu sia e capisco come tratteresti una bugiarda. Una sola cosa vedo nel tuo futuro: presto colui che non vede, non sente e non parla porrà fine ai tuoi giorni e…"

Non poté continuare, perché Bob la colpì al viso e sguainò il pugnale, pronto alla sua reazione rabbiosa. Ma lei continuò a guardarlo con quegli occhi da animale indomito, e restò immobile in attesa del suo destino. Allora, incredibilmente, Bob si volto ed ordinò ai suoi uomini di prepararsi per il rientro a casa, immediatamente. Tanto peggio se il loro ospite, Ian, se ne sarebbe avuto a male, era un alleato, e le alleanze vanno e vengono come passeri in un prato. Ed anche se i suoi uomini lo guardavano inferociti mentre lasciavano le tavole ricche di cibo, le botti di birra e le calde schiave di Ian, tanto peggio per loro, pure: se non gli andava a genio la sua decisione, aveavno soltanto da dirolo, e loi avrebbe spezzato loro le ossa con la sua mazza, come era già accaduto. Era o no Robert McCallaghan, il Crudele? Al diavolo tutto e tutti, aveva deciso di andarsene e così doveva essere.

E con la stessa decisione aveva spronato il cavallo poco prima, ed aveva abbandonato i suoi uomini.

Ad un certo punto un rumore lontano, che poco a poco sembrava avvicinarsi nella nebbia. Era un rumore intermittente, come il trottare di un cavallo, ma più felpato. Bob rallentò l’andatura della sua cavalcatura, e tese l’orecchio. In effetti era un qualcuno a cavallo, che si avvicinava poco a poca a lui, ma era ancora immerso nella nebbia della brughiera, appena più in basso rispetto alla collina sulla quale passava la traccia. "Chi diavolo può andare in giro la notte nella brughiera, così vicino alle terre di Ian? E pi mi sembra solo. Soltanto io sono così pazzo" e rise tra sé e sé. Il suo era però un riso nervoso, che non sgorgava dal cuore, ma dalla bocca dello stomaco che lentamente si chiudeva. Decisamente una notte strana, quella. Ci mancava solo un idiota che era uscito a cacciare pernici e si era fatto sorprendere dalla notte e dalla nebbia nella brughiera. Si fermò; anche il cavallo nascosto si arrestò. Ricominciò ad avanzare, e così fece quell’altro. Concluse che era troppo, giocare a rimpiattino con uno stupido cacciatore di volatili. "Chi osa seguire me, Bob McCalla?" Nessuno rispose. Per un attimo Bob pensò di essersi sbaglaito, ed allora ringraziò del fatto di essere colo, così che nessuno avrebbe riso – a labbra serrate, ovviamente – del suo errore. Riprese a spostarsi, ed anche l’altro si mosse, avvicinandosi ma restando sempre nella nebbia più in basso. "Vieni fuori, fatti vedere e mostrati, maledetto!" Ora Bob urlò, più per dare voce alla sua inquietudine che per vera rabbia. "Che tu possa allora sprofondare all’inferno, maledetto!".

"E’ già cosa fatta, Bob, è già cosa fatta!" Così rispose dalla nebbia una voce, talmente profonda da far vibrare i finimenti del cavallo di Bob e da inchiodarlo a terra da un terrore che non aveva mai provato. Il rumore si fece più vicino, ed un cavaliere uscì dalla nebbia. Ed allora Bob lo riconobbe: il cavallo era Glenant il Baio dagli Zoccoli di Fuoco, ed il cavaliere era Doug dei Cameron,  proprio quel Doug a cui lui, Bob, a tradimento aveva mozzato la testa esattamente due anni prima, nella foresta di Charing Woods.   Ora Doug la testa non l’aveva più, perduta nella foresta, e si avvicinava al galoppo. Allora Bob capì che non c’era scampo dalle parole di una donna nera dagli occhi di brace, volse a terra lo sguardo e sentì Doug che sguainava la spada.

abito in paradiso

Di Chantal Mauduit…

E’ un libro scritto da una alpinista, ma non parla di alpinismo. Non solo. E’ un flusso di impressioni, sensazioni, riflessioni. Una finestra sul chi si è, sul dove si va, sul cosa si prova a farsi prendere dalla passione e dall’entusiasmo.

Di più non saprei dire su questo libro, se non che ieri ho finito di leggerlo ed ancora ci penso. Allego un link a chi sa scrivere meglio di me…

http://www.intraisass.it/rec41.htm

Chantal è stata travolta da una slavina nel 1998 sulle pendici del Dhaulagiri, mentre dormiva in tenda con lo sherpa Ang Tsering 

Namaste , french frog!!

outing

Oggi – da oggi – si fa pulizia: via le cose vecchie, obsolete, le ruggini e le concrezioni che bloccano la nave frenando la chiglia…

"’a casa cape quanto vuole il patrone" dice ineffabile camilleri… ed allora faccio posto in casa!

Levità ci vuole, lealtà ed anche coraggio dell’outing, del buttare in strada ciò che non ci interessa più, non ci coinvolge se non parte di un passato che è altro, o DI altro, ma non più nostro.

Bagagli, ovvero impedimenta, alla De Bello Gallico. Via tutto, si marci veloci, senza pesi superflui.

Pertanto, da oggi, attendetevi di tutto sotto la bandiera dell’outing: saranno cose e sensazioni strane, datate, polvere di speranze, sogni, rabbie passate ed ora insulse ma all’epoca brucianti, urlanti, disperate e disperanti, amarcord di film, canzoni, letture, parole…. Di tutto un po’, suvvia, che si propone qui per l’utlima volta, prima di finire in strada.