El Yemen, ancore….

Non è mio il racconto, ma di "SilviadiMilano"…

dopo tanti anni, se ci sei, batti un colpo!!!

Non saprei come spiegare.

 

Otto ore di volo (o sette?): tre decolli e tre atterraggi (il terrore si rinnova ogni qualvolta

oh ,-,Cielo).     . .

Soliti frizzi, soliti ghiribizzi. Le formazioni si coagulano e fra l’una e l’altra già s’innalza

l’ostile (e tuttavia cordiale) muraglia. NOI e loro, l’alveare che ci invade gli alberghi

migliori.. .

Nessuna o poche luci nella sorvolata serale. Nessun anticipo.

L’aria è tiepida, così tiepida.. la prima sorpresa.

L’entusiasmo scintilla fin dall’ aeroportO di Sanaa: gli stucchi sputazzati sul muro sono la prima maraviglia: ma è la mille e una notte. Già è l’Arabia felix. Già è vacanza.

Ma solo al di là della dogana avviene il vero trapasso.. Noi: lavati al mattino con l’acque d’Italia, pantofoline e pigiamino accuratamente riposti) profumati ancora di casa, d’un colpo ci coloriamo, ci imbeviamo, trasmigriamo e l’ odor di casa si fa assurdo e distante.

Il mondo è SOLO qui.

Calzine pulite, cordialità da neofiti, "prego, avanti", "no prima tu", in preda alla più sconcertante stupefazione. Le fanciulle, preventivamente edotte sci contegno da tenere, si fanno strada, l’occhio al pavimento, fra decine di sguardi incuriositi. Le marziane sbarcano. Infatti: marziane per davvero. Non ci si capisce niente in ‘sto paese.

Ad esempio la fogna da guadare per entrare in città. .

Poi Ognuno distilla (o riversa) gocce (o cascate) di sé per prendere posto nel gruppo. Ci si

sta tutti in modo abbastanza confortevole.        -:–~-

E questo è culo.

La prima notte in albergo (il più bello del Pianeta Terra) ci si confronta con la prima difficoltà concreta: come si fa la doccia senza bagnare l’asciugamano?

Chi ci ha già viaggiato lo sa già: è sempre così. Ma c’è il comodissimo vano della finestra " che funge da ripiano, essendo anche, per questo, il deposito di polvere.

E son quindi gli asciugamani ad abbandonare per primi il contatto con l’occidente:

l’olezzo di bucato.       

Punto secondo: iniziazione acustica. Il muezzin, con il suo minareto distante qualche centimetro appena dalla nostra finestra, non manca di ricordare quando meno te lo aspetti che è proprio lì che sei. Proprio ll. E’ :inutile c:tle cerchi di dimenticarlo.

E viene a cadere il «Ho dormitobenepropriocomefossiacasamia" Per mancanza di confronti adeguati siam costretti ad ammettere che abbiamo dormito bene, proprio.

come essere nello Yemen. ..     ..

Il che conforta la mia idea: lo Yemen è, in sé, assoluto (ovvero: sciolto da tutto). .

A colazione, la sclHfiltà patria (non ancora domata) ci fa sorgere alquanti sospetti sulla nettezza della tavola, delle posate, dei piattini, del burro, delle mani del cameriere, dello

zucchero, e financo del tè.        . .         .’.         .

Nimporte. Tra qualche ora soltanto, il che la schifiltà ancora ignora, in un simpatico ristorantino tipico degustere.mo,- come veri yemeniti – mangeremo, dicevo, quèl che il Prototipo della Madre Italiota qualificherebbe come una poltiglia bisunta, adatta piuttosto a del pollame, servendoci delle mani quali posate.

E anche qui: mangeremo bene, anzi benissimo. Proprio come nello Yemen.

Il paesaggio è mutevole, le nostre considerazioni no. E’ tutto bellissimo. Per distinguerci:

  

interessante. Leziosi: delizioso. Drammatici: entusiasmante. Sospirosi: meraviglioso. Stanchi: sì sì bello, sì…

Commento universale: "Meloimmaginavobellomamicacosìtanto".

Se l’Iddio che tutto ascolta e può accendesse (o spegnesse) un’anima per ogni frase del genere. ..

Fin dal secondo giorno i nostri autisti si individuano, le loro personalità si profilano, si stabilisce un contatto. Il nostro, taciturno e sdegno setto, ci mette alla prova. Sapremo noi conquistarci la sua simpatia?

La prima prova sarà superata senza difficoltà alcuna. Trattasi di: saggiare il ns gradimento per la musica locale (questa è facile: non chiediamo di meglio).

En passant: il commento .sonoro al nostro viaggio ci ha fatto sentire proprio come fossimo nello Yemen.

Ma la seconda…quella sì, ci è costata ore di esercizio e applicazione. Trattasi di: creare protuberanza facciale (di preferenza a sinistra) mediante accumulo di qat.

Quanto poi agli effetti della detta sostanza, essi si palesano dopo circa cinque ore di masticazione Corretta e Coscienziosa, sotto forma di lieve eccitazione febbrile. Superate le due prove, il rispetto e la simpatia corrono fra lui e noi, e fra noi e lui.

Il sole risplende, il cielo è terso. Il monsone scroscia, e ci inquieta, e ci rinfresca, e noi gli diamo appuntamento al giorno dopo. Lo aspettiamo e lui arriva, e così sempre, tutti i giorni nel Nord. Grande è la natura.

Le montagne s’impennano e ridiscendono, e noi sopra, i tramonti spandono luce dorata, i muezzin chiaman la preghiera, scattano le macchine fotografiche, le valigie si fanno e si disfano, i bimbi chiamano sadiq e gli altopiani… come faccio a spiegare gli altopiani?… il sole brucia – proprio come nello Yemen – tatatatata (pompe dell’acqua).

Si contratta per il qat. Le pause.

Le forature.

E la luna si adagia. Così:

Il Sud è incommensurabile.

Il nostro profondo eu,ropeo riceve nel Sud il colpo di grazia: le nostre verità si scorticano.

Lo Yemen, se mai fosse possibile, è ancora più Yemen. Sabbia per terra e in aria polvere, sempre più nera e bella la gente. Che stupore, che caldo, caldo… Coperte persino le mani,’ le donne ti guardano da dietro il velo; se hanno gli occhi scoperti vedi il

loro sorriso. Poi svolazzano, per scomparire in qualche passaggio nascosto. Chissà come guardano, cosa sanno vedere.

O forse, merito sommo, son capaci, così protette, di sprezzare la realtà circostante in favore di realtà più intime e segrete. Immagino io: Come intimi e segreti sono i giardini dei ricchi, le nostre grotte, il verde dei wadi

Da una nuvola di polvere esce il Doan. Mi prende uno struggimento da favola che non può esistere ed è sul punto di sbriciolarsi, di estinguersi.

A ciascuno il suo ricordo.

Poi. ‘A casa. Nella mia adorata città così concreta, spiegabile, comprensibile… io con tutto questo Yemen addosso trascorro giornate di fluttuanza e strammamento.

Come Paolo dice: blues.

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5 commenti su “El Yemen, ancore….

  1. mpix ha detto:

    Un buon risveglio sabato mattina perchè come se avessi ascoltato il canto dei muezzin, masticato il qat, attraversato il wadi doan e scivolata via con le donne velate.
    grazie Gp!

  2. gpcastellano ha detto:

    Ecco, la giornata è iniziata bene e con questo tuo augurio proseguirà meglio ancora… ciao e buon fine settimana
    gp

  3. mpix ha detto:

    E’ un bel farsi tentare da Petra, ma con questo nulla da togliere a Torino che trovo splendida.
    Ehi Gp, qui si sta prendendo il volo???
    ciao ciao

  4. gpcastellano ha detto:

    OK, mi va… tu tieni i biglietti ed io i passaporti, destinazione… Petra? Sana’a? Palmira? Istanbul?
    Une bise
    gp

  5. mpix ha detto:

    Petra! Sana’a! Palmira! Istambul! sissì, i posti sono quelli

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